La Storia

Fino ai primi anni settanta il piano nobile del castello di Santa Severina era la sede del convitto comunale maschile, che ospitava circa ottanta studenti del liceo- ginnasio “D. Borrelli”. Quando il collegio fu costretto a chiudere per mancanza di alunni, l’amministrazione comunale pensò di valorizzare al meglio questi locali, creando un’importante pinacoteca attraverso delle mostre di pittura, di livello nazionale.

I primi due anni furono organizzate delle estemporanee con temi riguardanti gli aspetti del paesaggio locale. Col passare degli anni, il comune mettendo a disposizione fondi più consistenti per l’estemporanea, abbinò una mostra che richiamò a Santa Severina i più affermati pittori italiani; oltre ad organizzare un concorso esterno, sempre di pittura, al quale potevano partecipare cittadini locali, con il fine di instaurare una passione ed un interesse per l’arte. Il maestro Giuseppe Miriello, sindaco di allora, il professor Antonino Pala, che da Giardini Naxos si era trasferito presso il liceo classico “Diodato Borrelli” di Santa Severina, il pittore e scultore Ernesto Treccani, Giuseppe Selvaggi, giornalista parlamentare per “Il Tempo” ed “Il Messaggero” e direttore della rivista culturale “Idea”, il critico d’arte Luigi Tallarico erano i membri della giuria e portarono avanti il premio per diversi anni. Poiché le opere premiate rimanevano per regolamento di proprietà del comune, ben presto i saloni del Castello, si riempirono di opere di un certo valore. Tra i tanti citiamo Turchiaro, Calabria, Menichelli, Marziano, Lamanna. La figura prestigiosa, in qualità di presidente della giuria, che attirava l’interesse degli artisti a partecipare, era soprattutto la presenza di Ernesto Treccani, artista milanese. Dopo un esordio come pittore espressionista e dopo aver fondato, nel 1938, la rivista Corrente, punto di riferimento e di discussione per gli artisti dell’epoca, nel dopoguerra si è orientato verso uno stile decisamente neorealista, pur senza abbandonare del tutto la componente lirico- fantastica. Le sue opere sono state più volte presentate alla Biennale di Venezia1. Nel 1949 si recò in Calabria, in occasione del tragico episodio dell’eccidio di Melissa, restò colpito dalle condizioni di vita degli abitanti, e qui iniziò il suo impegno culturale e politico che durò per tutta la vita. Nel 1984 a Santa Severina, fu istituita la Pro Loco e l’organizzazione del premio passò alla nuova istituzione. Evidentemente lo scopo del premio di pittura, non era soltanto la realizzazione della pinacoteca, ma soprattutto quello di far conoscere gli importanti monumenti del paese, cosa che riuscì in pieno. Il momento più caratteristico, era la vendita all’asta dei quadri non premiati, che era eseguita dagli stessi artisti e che costituì per anni un richiamo per le persone più in auge della Regione.

Con l’avvento della Pro Loco, si istituì un nuovo premio: il “Siberene”, riconoscimento che viene tuttora assegnato ad una personalità calabrese, ad un ente, ad una associazione che si è distinta nel campo delle lettere, delle arti, delle scienze a livello nazionale e internazionale. Questo evento annuale, oltre a portare a Santa Severina illustri personaggi, ha contribuito all’organizzazione di manifestazioni culturali, tra le quali mostre ed estemporanee di pittura che erano abbinate al premio. Bisogna rilevare che nell’albo d’oro ci sono le firme di due grandi maestri d’arte: Mimmo Rotella e Aldo Turchiaro.

Queste collettive di pittori con annesse l’assegnazione dei premi, furono organizzate fino alla fine degli anni ’80, poiché dal 1992 al 1999 grazie al cofinanziamento della CEE con Legge 64/86 a favore del recupero di edifici monumentali e della valorizzazione di aree archeologiche distribuite sul territorio dell’Italia meridionale, il Castello di Santa Severina fu restaurato con l’impegno qualificato e la collaborazione profusa dal personale della Soprintendenza Archeologica, della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Calabria e della Società di Bonifica che ha condotto i lavori. In questo periodo, le sale e gli spazi del Castello furono inagibili e quindi non consentirono l’organizzazione di eventi e manifestazioni, sospendendo così anche il Premio Siberene, conservando temporaneamente la collezione di quadri, all’interno dell’ex convento di Sant’Antonio, oggi sede della L. A. L. E. O., l’università per stranieri.

Dopo la riapertura del Castello, con il coordinamento dell’amministrazione comunale guidata dal dottor Bruno Cortese, furono programmati molti avvenimenti che diedero nuova linfa a Santa Severina, continuando perciò, la politica culturale intrapresa già dalle precedenti amministrazioni, tempo prima. In quegli anni con la valorizzazione del nostro piccolo centro si riuscì ad inserirlo nei “Borghi più belli d’Italia”.

Dunque, ricominciarono ad essere organizzate nuovamente mostre ed estemporanee di pittura collegate sia al premio Siberene, ripreso, sia ad altri appuntamenti annuali. Vennero diversi artisti di livello nazionale ed internazionale ad allestire Personali e Collettive nel Castello, che il più delle volte, non pagando il compenso inerente alla locazione delle sale messe a disposizione, lasciavano una o più opere nella pinacoteca comunale. In aggiunta, furono compiuti dei workshop tramite le accademie di Belle Arti, che mandavano alcuni aspiranti artisti a fare degli stages a Santa Severina, con l’accordo che le opere realizzate dovevano rimanere al comune. Così facendo il numero dei quadri, alcune volte anche sculture, aumentò in modo considerevole incrementando sempre di più, la collezione d’arte. In sostanza, le estemporanee e le mostre di pittura, il Premio Siberene, le Personali e le Collettive degli artisti, sono state le diverse situazioni e circostanze che hanno portato lustro, in primis a Santa Severina, e poi hanno reso possibile l’esistenza di una raccolta d’arte, importante per la crescita culturale e sociale di un paese che oltre ai noti monumenti come il Castello, il Battistero, la Cattedrale, la chiesetta di Santa Filomena, può vantare di una pinacoteca ricca di spunti creativi.

 

History

Until the early seventies the main floor of the Santa Severinas Castle was the seat of the municipal male boarding school, home to roughly eighty students from the Diodato Borrelli high school. When the school was forced to close through a lack of students, the towns administration decided to make the most of the site, creating an important art gallery for exhibiting art at a national level.

For the first two years these exhibitions were organized on an impromptu basis with themes relating to aspects of the local landscape. After a few years, the municipality, by providing more consistent funding for the extemporaneous, co-ordinated an exhibition which brought the most successful Italian painters to Santa Severina; in addition an external painting competition was organised in which local citizens could participate, with the aim of establishing a passion and interest in art. Maestro Giuseppe Miriello, mayor at the time, Professor Antonino Pala, who had moved from Giardini Naxo to Santa Severinas grammar school Diodato Borrelli, the painter and sculptor Ernesto Treccani, Giuseppe Selvaggi, parliamentary journalist for Il Tempo” and “Il Messaggero” and editor of the cultural magazine Idea” and art critic Luigi Tallarico were members of the jury and the prize continued for several years. Since, according to the rules of the competition, winning works remained the property of Santa Severina, soon the castles halls and rooms filled with works of undoubted value and merit. Among the many were works by Turchiaro, Calabria, Menichelli, Martian and Lamanna. As president of the jury, the most prestigious figure, the one who attracted the interest of artists to take part, was the presence of the Milanese artist Ernesto Treccani. Having started as an expressionist painter and in 1938 having founded the journal Corrente a reference and discussion point for the artists of the time after the war became oriented in a decidedly neo-realist direction, without abandoning completely the lyrical-fantasy component. His works have also been repeatedly submitted to the Biennale Venice. In 1949 he came to Calabria, on the occasion of the tragic episode known as the Melissa Massacre, he was struck by the living conditions of the inhabitants and thus began his cultural and political commitment that lasted for the rest of his life. In 1984 in Santa Severina, the Pro Loco was established and the award organization passed to this new institution. Clearly the purpose of the art prize was not only the establishment of the art gallery, but also to raise awareness of the towns important edifices an aim which succeeded in full. The most significant event was the auction of paintings that did not win an award which was done by the artists themselves and which, for many years, was a distinct attraction for the regions elite.

With the advent of the Pro Loco, a new award was inaugurated, the Siberene, a recognition that would be conferred on a Calabrian personality, organization or association that had distinguished itself in the field of literature, arts, sciences, both nationally and internationally. This annual event, in addition to bringing distinguished people to Santa Severina, has contributed to the organization of cultural events, including exhibitions and and more impromtu shows that were co-ordinated with the Siberene Award. It should be noted that the roll of honour includes the two great masters of art: Mimmo Rotella (1985) and Aldo Turchiaro (1987).

This group of painters were integral to assigning the awards until the end of the 80s as, from 1992 to 1999, thanks to the co-financing of the EU through Regulation 64/86 in favour of the restoration of monuments and buildings and the enhancement of archaeological sites assigned to southern Italy, the Castle of Santa Severina was restored with the commitment and generous collaboration of the staff of the Archaeological Authority, the Authority for the Environmental, Architectural, Artistic and History of Calabria and that of Reclamation Society who managed the works. At this time, the Castles rooms and spaces were uninhabitable and therefore no events could be organised, resulting in a suspension of the Siberene Award, and temporary housing of the art collection in the former convent of St. Anthony which is now the home of the LALEO, the language college for foreign students.

After the reopening of the Castle, through the co-ordination of the municipal administration led by Dr. Bruno Cortese, many events were planned that gave new life to Santa Severina and therefore maintained the cultural policy which had already been initiated by previous administrations. In those years, with the development of our small town, we can now include the award Borghi più belli dItalia (Most beautiful villages in Italy).

So once again exhibition and art shows were organised and linked again to the Premio Siberene, and to other annual events. Various artists with national and international reputations, came to take part in solo and collective exhibitions in the Castle; they, more often than not, instead of paying the fee for the lease of the space made available, left one or more works to the municipal art collection. In addition, workshops were arranged through the Academy of Fine Arts, who sent some aspiring artists to do placements in Santa Severina, with the understanding that the works were to remain in the town. In doing so the number of artworks, sometimes even sculptures, has increased considerably and the art collection is therefore continually growing. Essentially, impromtu shows and art exhibitions, the Premio Siberene, the solo and collective exhibitions, became the different strands and events that brought prestige in the first place to Santa Severina and, subsequently, made possible the creation of the towns art collection. This collection is important to the cultural and social growth of a town that, in addition to well-known landmarks such as the Castle, the Baptistery, the Cathedral and the Church of Santa Filomena, can be proud of an art gallery rich in creative ideas.

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Testo: Ferdinando Panza – Traduzione: Niall Alsopp

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